Senza pace siamo come un fiore senza luce.
E’ davvero faticoso percorrere il sentiero della pace, ma lo è ancora di più evitare di percorrerlo.
La pace è la dimensione del benessere più profondo, dell’armonia più stabile e dell’equilibrio più autentico. “Pace in terra agli uomini e alle donne di buona volontà”, è parola di Dio. Dio invita gli esseri umani, di qualsiasi credo religioso, alla pace, perchè se non vi è pace significa che l’uomo è lontano da se stesso, dalla verità e da Dio stesso. La pace è ciò che dona serenità alla vita dell’uomo, ma quanto è faticoso percorrere questo sentiero quando ogni giorno siamo tentati dal male che abita dentro e fuori di noi, siamo messi a dura prova, siamo bombardati da messaggi che invitano alla vendetta, al giustizialismo senza perdono, a puntare il dito contro il nemico. Dove sono oggi gli uomini e le donne di buona volontà? Dove si trovano gli sguardi pieni di misericordia e di accoglienza verso il prossimo? Dove si trova il cuore dell’uomo in questo tempo così confuso, così caotico, così pieno di rumore e di stordimento? Dove si trova il coraggio di rispondere con il silenzio alle parole piene di falsità da cui siamo circondati e decidere di coltivare un giardino interiore in cui nessuna orma di fango possa entrare e distruggerne la sua bellezza? Dove si trova oggi la donna che decide di alzarsi alla mattina e di donare il suo sorriso di moglie e di madre alla sua famiglia, pur avendo nel cuore delle spine che la fanno soffrire? Dove si trova il coraggio di un uomo che dona alla propria donna e ai propri figli la testimonianza di una vita onesta e generosa, piena di fedeltà al compito che egli ha da svolgere pur nelle fatiche e nelle battaglie di ogni giorno? Dove si trova la preghiera di un prete o di una suora che hanno deciso di donare la loro vita al prossimo, sapendo che non può esservi frutto se non si rinnova la propria unione verso un Padre che benedice e dona forza al cuore dell’uomo?Non esiste cuscino migliore della pace interiore.
Tanti sono gli intralci che ostacolano il poter percorrere il sentiero della pace: l’orgoglio, la superbia, la mancanza di fiducia in se stessi, il pessimismo, il fatalismo, il nichilismo, l’egoismo, il narcisismo, l’amara delusione, il desiderio di vendetta, ecc. Ecco perchè è più facile generare risentimento, distruttività, chiusura in se stessi, sentirsi feriti e diventare il centro del mondo con il proprio infantilismo psicologico. La pace la si conquista nella fedeltà all’amore ed è dall’amore che nasce il perdono, il desiderio di ritrovarsi uniti da un sentimento di profonda unione spirituale. Il male ha il potere di generare il male, di aprire nuovi fronti di guerra, di innescare la logica della continua ritorsione verso l’altro. Il faticoso sentiero della pace richiede l’intelligenza di comprendere che possiamo vedere soddisfatta la nostra voglia di vendetta, ma che tutto ciò non ci renderà migliori, non ci farà sentire delle persone più serene dentro. La soddisfazione di parlare male di un’altra persona è una bolla di sapone che svanisce immediatamente, perchè godere dell’infelicità altrui è come camminare in un cimitero e sentirsi contenti di non essere ancora sotto terra. La vita non è dividersi ma unirsi, non è avere ragione ma sommare le diverse ragioni in un abbraccio colmo d’empatia. La vita non è buttare via il tempo ma custodirlo nelle scelte preziose, quelle che ci fanno crescere e ci fanno stare meglio. La vita non è disperdere se stessi nella futilità, ma ritrovarsi nell’essenziale. La vita non è una trottola impazzita ma una danza in cui dare il meglio di sé e in cui diventare leggeri, perchè la pace è il vento che muove il centro del nostro essere. E’ davvero faticoso percorrere il sentiero della pace, ma lo è ancora di più evitare di percorrerlo. Uomini come Gandhi, Martin Luther King, San Francesco, ci hanno insegnato che la pace è possibile, che una famiglia dove c’è la pace possiede il bene più prezioso, con cui affrontare ogni avversità della vita: sentirsi uniti da un legame d’amore indistruttibile e invincibile.
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